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Le comunità energetiche rinnovabili

Cosa sono le comunità energetiche, come accedere ai benefici della condivisione di energia pulita e cosa prevede la normativa

Pubblicata il 16 GIUGNO 2021

Lo sviluppo dell’energia pulita in Italia fa un altro passo in avanti. Grazie alla conversione in legge del Decreto Milleproroghe 162/2019 sono state introdotte anche nel nostro Paese le "comunità energetiche rinnovabili". Ma che cos’è una comunità energetica? Con questo termine si intende un’associazione tra cittadini, attività commerciali, autorità locali o imprese che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di impianti per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

 

D’ora in avanti associazioni di cittadini, catene di negozi, enti territoriali o aziende con uffici nello stesso stabile potranno dotarsi di un impianto condiviso, con una potenza complessiva inferiore a 200 kW, per l’autoproduzione di energia per il consumo immediato o per stoccarla in sistemi di accumulo (e utilizzarla quando necessario).


La legge è un importante passo in avanti verso uno scenario energetico basato sulla generazione distribuita, che porterà allo sviluppo di energia a chilometro zero e di reti intelligenti o smart grid.

Le comunità energetiche rinnovabili

L’Italia definisce così il concetto – contenuto nella Direttiva Europea RED II (2018/2001/UE) – di comunità energetiche, presenti ormai da diversi anni in alcuni Paesi del Nord Europa come Danimarca e Germania. 

 

Anche in Italia era già possibile, per i singoli cittadini o per gruppi di aziende, unirsi per finanziare l’installazione di un impianto condiviso e alimentato da fonti rinnovabili, ma non era previsto che tale impianto potesse fornire energia a più utenze.

 

Ora la nuova legge attribuisce anche una dignità giuridica alle comunità energetiche, definendo i diritti dei singoli partecipanti, i quali continueranno a scegliere liberamente il proprio fornitore di energia elettrica e potranno nominare un loro delegato, appartenente anche a un’azienda esterna, per la gestione dei flussi con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), ovvero la restituzione delle componenti tariffarie non dovute per l’energia condivisa e il riconoscimento della tariffa incentivante.

I benefici delle comunità energetiche

Le comunità energetiche hanno numerosi impatti positivi su persone, entità e comunità coinvolte:

  • benefici ambientali, evitando da un lato di produrre energia da fonti fossili, dall’altro di dissipare energia in perdite di rete;
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  • benefici economici, grazie ai meccanismi di incentivazione previsti dalla legge per promuovere la transizione energetica, cumulabili con altri contributi quali il Bonus Casa e il Superbonus 110%;
  • benefici sociali, grazie alla condivisione dei vantaggi economici e dei profitti finanziari con la comunità energetica e dei vantaggi ambientali – con la riduzione di inquinanti e climalteranti – per tutta l’area in cui questa è localizzata.
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comunita energetiche rinnovabili

Comunità energetiche con le aziende

La condivisione di energia elettrica da fonti pulite a partire dalle aziende a vantaggio della comunità.

Le comunità energetiche in Italia

Secondo il rapporto Comunità rinnovabili 2021 di Legambiente, in Italia sono attive o in corso di attivazione 20 comunità energetiche rinnovabili, distribuite un po’ su tutto il territorio nazionale, mentre altre 7 sono in progetto. Gli impianti di autoproduzione risultano essere per lo più di taglia compresa tra i 20 e i 60 kW, ma con significative eccezioni. 


Le comunità energetiche vedono coinvolti enti comunali, famiglie, imprese private, istituti pubblici, cooperative e anche aziende agricole, come nel caso della prima comunità energetica agricola costituita a Ragusa con il supporto di Enel X.

Per il futuro è attesa una crescita esponenziale del numero di comunità energetiche. Uno studio del Politecnico di Milano (Electricity Market Report) stima che entro il 2025 le energy community italiane saranno circa 40mila e coinvolgeranno circa 1,2 milioni di famiglie, 200mila uffici e 10mila PMI. Proprio per favorire la diffusione delle comunità energetiche nel Paese, Enel X ha recentemente firmato un protocollo di intesa con la Fondazione Patrimonio Comune dell’ANCI. La partnership, della durata di due anni, ha lo scopo di fornire sostegno ai Comuni con l’obiettivo di coinvolgere stakeholders e cittadini in corsi di formazione specifici.

 

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Le comunità energetiche rinnovabili

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Gli iscritti alla Comunità Energetica condividono virtualmente i propri consumi energetici con la comunità stessa, conseguendo benefici economici, ambientali e sociali.

Che cosa prevede la normativa sulle comunità energetiche

Attualmente, la normativa italiana sulle comunità energetiche rinnovabili consiste nell’articolo 42-bis del Decreto Milleproroghe 162/2019 (convertito con la Legge n. 8/2020 del 28 febbraio 2020) e nei relativi provvedimenti attuativi: la delibera 318/2020/R/eel dell’ARERA  e il DM 16 settembre 2020 del MiSE. In sintesi, le comunità energetiche rinnovabili sono un soggetto giuridico che:
  • Si basa sulla partecipazione aperta e volontaria

  • È autonomo ed è effettivamente controllato da azionisti o membri che sono situati nelle vicinanze degli impianti di produzione detenuti dalla comunità energetica rinnovabile

  • I cui azionisti o membri sono persone fisiche, PMI, enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali

  • Il cui obiettivo principale è fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai suoi azionisti o membri o alle aree locali in cui opera, piuttosto che profitti finanziari

  • Inoltre gli impianti rinnovabili di produzione dell’energia elettrica devono avere una potenza complessiva non superiore a 200 kW ed essere connessi alla rete elettrica attraverso la stessa cabina di trasformazione media/bassa tensione da cui la comunità energetica preleva anche l’energia di rete

  • La condivisione dell’energia elettrica prodotta dalla comunità deve avvenire utilizzando la rete di distribuzione esistente

  • I soggetti associati mantengono i loro diritti di cliente finale, compreso quello di scegliere il proprio venditore di energia elettrica, e possono uscire dalla comunità quando lo desiderano

Nel complesso, gli iscritti alla comunità energetica ottengono un beneficio di circa 169 €/MWh per almeno 20 anni, con un ritorno dell’investimento stimato in pochi anni. Questa cifra è ottenuta dalla somma:

  • della tariffa premio di 110 €/MWh sull’energia condivisa nella comunità, fissa per 20 anni; 

  • di circa 9 €/MWh sull’energia condivisa per valorizzare i benefici apportati al sistema, importo fisso per 20 anni;

  • di circa 50 €/MWh variabile in base all’energia rinnovabile immessa in rete.


La legge relativa alle comunità energetiche non fa riferimento specifico alla tecnologia rinnovabile da adottare, ma quella che si presta a sfruttare meglio i vantaggi del provvedimento è il fotovoltaico.

Il ruolo di Enel X nelle comunità energetiche

Enel X, che da sempre ha l’obiettivo di accelerare l’innovazione e guidare la transizione energetica, si pone come importante acceleratore del processo di diffusione delle comunità energetiche rinnovabili.


Possiamo offrire ai soggetti interessati le soluzioni e i servizi per dar vita e far crescere in modo virtuoso la comunità energetica: dalla realizzazione degli impianti fotovoltaici alla creazione e gestione tecnico/economica della comunità stessa, dal monitoraggio dello stato di salute della comunità agli stimoli all’elettrificazione dei consumi attraverso tecnologie efficienti e piattaforme digitali. Per rendere ogni comunità energetica un vero e proprio ecosistema efficiente e sostenibile.

comunita energetiche rinnovabili

Comunità energetiche con le istituzioni

La condivisione di energia elettrica da fonti pulite a partire dalla PA a vantaggio della comunità.

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