Come funziona il Demand response: trasformare i consumi energetici in una fonte di guadagno

Le rinnovabili impongono più flessibilità. Il demand response è il programma che remunera le aziende che consumano energia in modo flessibile

Pubblicato il 9 Luglio 2020

Demand response, il programma che remunera il consumo energetico flessibile

La decarbonizzazione, la digitalizzazione e l’elettrificazione richiedono ai sistemi energetici una flessibilità sempre maggiore. Il peso crescente delle fonti rinnovabili sta infatti portando a un incremento della variabilità dell’approvvigionamento energetico, un fenomeno destinato ad accentuarsi nei prossimi anni.

I target fissati per l’Italia dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima prevedono l’uscita dal carbone entro il 2025 e l’aumento delle rinnovabili con una copertura nel 2030 di oltre la metà dei consumi lordi di energia elettrica (55,4%). In questo contesto l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA) ha aperto il mercato dei servizi di dispacciamento (MSD) ai consumatori commerciali e industriali attraverso un innovativo servizio, denominato demand response (DR), che si basa sull’uso di risorse diverse da quelle termoelettriche tradizionali, come le rinnovabili, lo storage, il consumo e la generazione distribuita.

L’Autorità si propone un doppio obiettivo: consentire a Terna,  l’Operatore di rete (Transmission System Operators - TSO) nazionale, di assicurare in ogni momento il bilanciamento tra produzione e consumi di energia elettrica per garantire una fornitura sicura, costante e affidabile nonostante l’uso di fonti non programmabili come il sole e il vento e quello di andare incontro alle nuove esigenze delle imprese, che richiedono un approccio personalizzato e sostenibile.

I programmi di demand response offrono infatti alle aziende un compenso in cambio della loro flessibilità, la disponibilità a modulare i propri consumi o aumentare la propria produzione per un breve lasso di tempo su richiesta degli aggregatori della domanda (Balance Service Provider - BSP) che, come Enel X, gestiscono questi flussi di energia. In questo modo il TSO è in grado di mantenere la stabilità e l'affidabilità della rete, rispondendo ai picchi nella fornitura o nella domanda di elettricità, con un uso più efficiente delle infrastrutture e delle risorse.

Enel X è il leader italiano nel mercato del di demand response, con una quota del 35% del mercato globale e una capacità gestita di circa 350 MW. Il nostro servizio di DR è rivolto a tutti i clienti commerciali e industriali appartenenti a diversi settori merceologici, anche quelli di taglia più piccola (almeno 300 kW), gestiti sotto forma aggregata.

A fronte di un problema di stabilità della rete, il TSO Terna notifica all’aggregatore della domanda (BSP) la necessità di un ordine di bilanciamento. In qualità di BSP, Enel X individua il carico e/o la generazione del suo portafoglio di clienti necessari per aumentare o diminuire l’uso di energia. I clienti che tramite i loro impianti, o parti di essi, possono mettere a disposizione la propria flessibilità, attuano (manualmente o automaticamente) i piani di modulazione. La riduzione o l’incremento del carico viene utilizzato dal TSO per l’equilibrio della rete. In cambio i clienti ricevono dal BSP una remunerazione per la modulazione effettuata.

Attualmente lo schema remunerativo previsto dal progetto pilota UVAM (Unità Virtuali Aggregate Miste) istituito da Terna prevede due voci: una remunerazione fissa direttamente proporzionale alla capacità resa disponibile alla modulazione aggiudicata tramite asta e una variabile derivata dalla movimentazione effettiva sul MSD.

Nell’ambito del progetto UVAM il territorio italiano è stato suddiviso in due aree ripartite in 15 perimetri geografici all’interno dei quali ciascun BSP può aggregare risorse flessibili di diversi clienti. I siti che compongono ciascuna Unità Virtuale Aggregata Mista devono risiedere in un unico perimetro di aggregazione. Il progetto prevede l’assegnazione di un quantitativo massimo di 1.000 MW di capacità (800 MW destinati all’area Nord e Centro-Nord e 200 MW destinati all’area Centro-Sud, Sud, Sicilia, Sardegna) tramite aste al ribasso con un corrispettivo fisso massimo potenzialmente ottenibile di 30.000 euro per MW l’anno.

Per il periodo di assegnazione, con riferimento a ciascuna UVAM, il BSP si impegna a presentare sul mercato dei servizi di dispacciamento offerte a salire per il bilanciamento a prezzi non superiori allo strike price di 400 euro per MWh, per un quantitativo di risorse almeno pari alla quantità di potenza assegnata e per almeno 4 ore consecutive comprese nella fascia oraria tra le 14 e le 20, dal lunedì al venerdì. Il corrispettivo fisso giornaliero si riduce linearmente, fino a un valore massimo del 50%, qualora l’offerta sia formulata per un quantitativo almeno pari alla quantità assegnata per 2 ore consecutive nella stessa fascia oraria. Se l’impegno di offerta non è rispettato per almeno il 70% dei giorni del mese, il corrispettivo si azzera.

Con oltre 50 anni di esperienza nei mercati dell’energia, Enel X offre alle 6mila aziende clienti in tutto il mondo programmi di demand response personalizzati, per ottenere la massima remunerazione dai loro asset energetici e ridurne i costi senza arrecare alcun danno o rallentamento ai processi operativi. Per poter partecipare al programma, infatti, il cliente non ha bisogno di interrompere i propri consumi, è sufficiente che garantisca un certo grado di modulazione.

Mettiamo a disposizione dei clienti un team dedicato che li assiste nell’individuare soluzioni di DR customizzate e nell’eventuale sviluppo di un piano utile a trasferire il carico energetico dell’azienda sui loro asset di generazione in loco, per meglio rispondere alle richieste di dispacciamento del DR.

Solo un esempio di come Enel X aiuti i propri clienti a trasformare in nuove opportunità di business i loro sforzi sulla strada della decarbonizzazione, aprendo la strada a un futuro più verde e sostenibile.

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