Come accedere agli incentivi per le rinnovabili del Decreto FER

Cosa prevede, come funziona e come si accede alle agevolazioni del Decreto FER per le energie rinnovabili

Pubblicato il 27 Febbraio 2020

Cosa sono e come funzionano gli incentivi per le rinnovabili del Decreto FER

Accrescere la produzione di energia da fonti rinnovabili nel nostro Paese per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 previsti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). È con questo obiettivo che lo scorso anno è stato varato il Decreto FER per gli incentivi alle fonti rinnovabili per il triennio 2019-2021. In particolare, il Decreto FER 1, in vigore da agosto 2019, agevola la diffusione dei piccoli impianti fotovoltaici, eolici on-shore, idroelettrici e a gas di depurazione. Il Decreto FER 2, in via di definizione, sarà dedicato agli incentivi per ammodernare e costruire nuovi impianti a biogas, solare termodinamico e geotermoelettrici.

Il solare

Per quanto riguarda il fotovoltaico ad esempio, il Decreto FER 1 incentiva l'installazione di impianti su edifici o a terra. Viene data la priorità agli impianti realizzati su discariche chiuse e aree che abbiano ottenuto la certificazione di avvenuta bonifica, incluse quelle comprese nei “Siti di Interesse Nazionale” (SIN, aree classificate dallo Stato italiano come da bonificare in base alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti), a quelli che sostituiscono la copertura in amianto dei tetti di scuole, ospedali, edifici pubblici, e agli impianti connessi in “parallelo” con la rete elettrica e con colonnine di ricarica delle auto elettriche di potenza non inferiore a 15 kW e con potenza totale uguale o maggiore al 15% di quella dell'impianto.

Le tariffe

Le tariffe incentivanti sono riconosciute per tutto l’arco di vita utile dell’impianto e in base alla sua potenza: fino a 105 euro a MWh per il fotovoltaico e per 20 anni. Dopo l'aggiudicazione il produttore sigla con il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) un contratto “a due vie”: ossia vende in borsa la sua energia al prezzo zonale orario e paga o riceve dal GSE la differenza tra tariffa e prezzo speso. Gli impianti fino a 250 kW possono optare per la tariffa onnicomprensiva, cedendo tutta l’energia immessa in rete al GSE alla tariffa aggiudicata.

Il sistema incentivante favorisce sia gli impianti che cedono tutta o quasi l’energia prodotta che i prosumer: ai produttori con impianti fotovoltaici fino a 100 kW su edifici è attribuito un premio di 10 euro a MWh sulla quota di produzione netta consumata in sito, a condizione che l’energia autoconsumata su base annua sia superiore al 40% della produzione netta dell’impianto. Il premio è cumulabile con quello di 12 euro a MWh su tutta l'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici che sostituiscono coperture in amianto.

Gli impianti ammessi

Gli incentivi sono riservati a quattro tipologie di impianti: eolici on-shore e fotovoltaici (Gruppo A); con moduli fotovoltaici su coperture di edifici da cui è rimosso l'amianto (Gruppo A2); idroelettrici e a gas residuati da processi di depurazione di nuova costruzione (Gruppo B); quelli rifatti, ma solo se di tipo eolico on-shore, idroelettrico o a gas (Gruppo C). Gli impianti devono essere realizzati con componenti di nuova costruzione.

Come si accede agli incentivi

Esistono due modalità di accesso agli incentivi. Per gli impianti di potenza superiore a 1 kW (20 kW per il fotovoltaico) e inferiore a 1 MW è prevista la partecipazione a procedure per l'iscrizione in appositi registri. Gli impianti di potenza superiore o uguale a 1 MW dei Gruppi A, B e C devono invece partecipare ad aste al ribasso.

Possono accedere anche gli aggregati di impianti: ai registri quelli dello stesso Gruppo di incentivazione di potenza unitaria non inferiore a 20 kW (limitatamente agli impianti fotovoltaici), purché la potenza complessiva dell'aggregato non superi 1 MW; alle aste gli impianti fotovoltaici con una potenza unitaria compresa tra 20 e 500 kW che siano parte di un aggregato di potenza uguale o superiore a 1 MW.

I bandi: un primo bilancio

Il Decreto FER 1 prevede 7 bandi fino a settembre 2021 con un investimento stimato di circa 10 miliardi di euro per la realizzazione di nuovi impianti, per un potenza complessiva di circa 8.000 MW, con un aumento previsto della produzione da fonti rinnovabili di circa 12 miliardi di KWh. Dopo la pubblicazione di ogni bando si hanno a disposizione 30 giorni per l’invio delle domande. Il GSE forma la graduatoria degli ammessi entro i successivi 90 giorni. Per poter partecipare occorre inviare tutta la documentazione necessaria, ossia: la domanda di connessione all’Ente di Distribuzione e l’accettazione del relativo preventivo, tutte le autorizzazioni per realizzare l’impianto, la registrazione su Gaudì, il versamento della fideiussione provvisoria per i Gruppi A, A2 e B, il contributo per i costi di istruttoria,  l'attestazione sulle caratteristiche costruttive per l’idroelettrico. Salvo alcune eccezioni, i lavori devono essere avviati dopo l'inserimento in posizione utile nelle graduatorie di agevolazione, in base alla comunicazione di inizio lavori trasmessa all'amministrazione competente, pena l’esclusione.

Proprio la mancanza di alcuni di questi adempimenti è stata la principale causa di esclusione dalle agevolazioni del primo bando del FER 1 (30 settembre 2019), con una media di due cause per ogni istanza esclusa. A fronte di 888 richieste, solo 335 si sono classificate in posizione utile. La quasi totalità degli incentivi assegnati con asta sono andati all'eolico, il resto all'idroelettrico e al solare. Per quelli assegnati tramite registri, nel Gruppo A il 76% è andato all'eolico e il resto al fotovoltaico, nel Gruppo B (fotovoltaico con rimozione dell'amianto) è stato assegnato appena l’8% degli incentivi disponibili, mentre all'idroelettrico è andata la totalità degli incentivi del Gruppo B e il 30% del Gruppo C.

È atteso molto presto il Decreto FER 2, che rafforza la strategia orientata alla sostenibilità economica e ambientale contenuta nel Decreto FER 1, incentivando la produzione di energia attraverso le fonti rinnovabili escluse dal FER 1, come il geotermoelettrico e il biogas. Un obiettivo che sarà realizzato favorendo la costruzione di nuovi impianti e l'ammodernamento di quelli esistenti per migliorane le prestazioni ambientali.

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