Smart city, le città italiane del futuro

Milano, Firenze e Bologna guidano la classifica delle città più intelligenti d’Italia. Viaggio attraverso tre esperienze che sono un riferimento per la smart city del futuro

Pubblicato il 25 Giugno 2019

Smart city, le città italiane del futuro

“Sotto il peso della necessità, le utopie diventano realizzabili”, scriveva nel 1982 Yona Friedman. L'architetto e urbanista francese, sviluppando riflessioni nate negli anni '70 in seguito alla prima grande crisi energetica delle domeniche a piedi, teorizzava la necessità di nuovi modelli sostenibili di crescita che partissero dal basso, dalle esigenze concrete delle persone.

Oggi sotto il peso di nuove necessità – la crisi climatica, la crescita iperbolica della popolazione mondiale, il progressivo esaurimento delle risorse del pianeta – quelle riflessioni sono tornate di attualità. L'utopia realizzabile dei nostri tempi è la smart city, una città che gestisce le risorse in modo intelligente, che punta sull'innovazione, che mira a diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, che è attenta alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini e che utilizza l'enorme mole di informazioni a disposizione attraverso i big data per soddisfare questi bisogni in maniera razionale ed essere più inclusiva e vivibile. Una chiave di volta per passare da un modello economico lineare (produci, consuma, dismetti) a un modello circolare basato sul riuso, sulla condivisione e sul prolungamento del ciclo di vita dei beni, perché è nelle città che si concentra la maggior parte della popolazione, che si consuma la quota maggiore di ciò che viene prodotto, che si produce la maggior parte dell'inquinamento globale. 

Considerando tutti questi elementi FPA, società del Gruppo Dgital360, pubblica dal 2012 il rapporto annuale ICity Rate sulle città più intelligenti d'Italia, che nell'ultima edizione ha incoronato Milano, seguita da Firenze e Bologna. La classifica analizza 15 diverse dimensioni della vita urbana – dalla solidità economica alla gestione di energia, verde, acqua, aria e rifiuti, dalla trasformazione digitale e alla mobilità sostenibile, fino all'istruzione, all'offerta turistico-culturale, alla partecipazione, all'inclusione sociale – declinata attraverso 107 fattori che, insieme agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030, forniscono un indice che sintetizza il grado di intelligenza di una città.

Milano la fuori serie

Nel panorama italiano Milano spicca come una realtà “fuori categoria”, in grado di confrontarsi alla pari con le migliori città metropolitane europee. Solidità economica, capacità di individuare nuove dinamiche di sviluppo, di attrarre investimenti e competenze, mobilità sostenibile, infrastrutture, gestione delle problematiche energetiche. Sono solo alcuni degli ambiti di eccellenza di un progetto in cui la dimensione partecipativa è fondamentale, con il coinvolgimento, a partire dal 2013, di imprese, finanza, ricerca, associazioni, pubblica amministrazione, comitati di cittadini per definire insieme un'agenda di sviluppo della città. Questa capacità di pianificare ha permesso a Milano di sperimentare 5 anni fa, prima in Italia, forme di smart mobility come il bike-sharing e il car-sharing, fino alla recente introduzione dello sharing dei monopattini elettrici. Proprio l'e-mobility è un'altra delle priorità, con il piano per installare mille nuove colonnine di ricarica entro il prossimo anno e quello per introdurre entro il 2030 1.200 bus elettrici.

La sostenibilità è al centro anche di alcuni degli interventi architettonici che stanno ridisegnando lo skyline della città, come il Nido Verticale, la nuova torre progettata dall'architetto Mario Cucinella, un edificio innovativo dal punto di vista dei materiali utilizzati e dell'efficienza energetica, dotato un doppio rivestimento che lo isola dal freddo in inverno e lo protegge dal caldo in estate. È finalizzato all'efficienza energetica anche Eugugle, progetto pilota finanziato dall'Ue per la ristrutturazione intelligente di interi edifici con lo scopo di ridurne il fabbisogno energetico e di integrare le energie rinnovabili.

Ma Milano sta già pensando alla smart city del futuro, che vedrà nella condivisione dei dati, nell'Internet of Thing e nell'integrazione delle reti la chiave per assicurare una governance efficiente, con il rafforzamento della propria infrastruttura digitale attraverso wifi, 5G e banda larga. Rientra in questa strategia il primo test in Italia del 5G Fixed Wireless Access a fini commerciali, avviato a inizio anno. Come anche la sperimentazione da parte del Comune di servizi digitali: il pagamento online della Tari, un nuovo database con tutte le informazioni a disposizione dell'amministrazione cittadina per garantire l'interoperabilità dei dati e il fascicolo digitale che mette a disposizione del cittadino certificati, iscrizione dei figli a scuola, multe, memo tasse. Tra le ultime iniziative, l'ingresso del Comune nella piattaforma Circular Economy 100 (CE100) della Ellen MacArthur Foundation sui temi Food Policy, Moda e Design, Resilienza.

Firenze: data driven e resiliente

Proprio la resilienza, la capacità di adattarsi al cambiamento, è alla base del modello di città intelligente adottato da Firenze che, oltre alla consolidata attrattiva turistico-culturale, ha tra i suoi punti di forza il primato italiano nella trasformazione digitale della classifica ICity Rate, la mobilità sostenibile, la stabilità economica, l'istruzione, la partecipazione civile, l'energia. Una strategia di sviluppo urbano che guarda al 2030, che è centrata sui dati e che ha tre parole d'ordine: connessione, innovazione, e-mobility.

Il recente progetto Smart City Control Room ne rappresenta un buon esempio: un sistema di elaborazione integrata dei dati georeferenziati sulla città per la gestione in tempo reale della mobilità, per adottare decisioni  in tempi rapidi, affrontare emergenze in caso di incidenti, evitare congestioni del traffico, gestire al meglio gli eventi programmati. Già oggi il sistema OpenRu consente ai cittadini di ricevere informazioni in tempo reale sul traffico e sullo stato di avanzamento dei lavori pubblici.

Importante anche l'impegno della città per sviluppare un sistema di mobilità elettrica, con 179 colonnine di ricarica pubbliche e più di 4mila veicoli elettrici nell'area metropolitana, il progetto Electra per sostituire entro il prossimo anno con scooter elettrici il 10% di quelli tradizionali, la sperimentazione dei bus elettrici. Tra le iniziative all'avanguardia, infine, anche il progetto Replicate per il miglioramento dell’efficienza energetica nelle periferie attraverso smart grid, smart lighting, teleriscaldamento.

Bologna: inclusione e sostenibilità

Ancora diverso il progetto di città intelligente varato da Bologna nel 2012. La città ha deciso di puntare su una piattaforma che integrasse le diverse caratteristiche identitarie del territorio in un’ottica di innovazione al fine di migliorare la qualità della vita e garantire i diritti fondamentali della socialità, dell’istruzione, dello sviluppo e della salute. Da qui gli investimenti per valorizzare i beni culturali, l'e-care, l'e-health, la ristrutturazione del patrimonio pubblico e privato ai fini dell’efficientamento energetico, la gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti.

Tra gli interventi chiave anche la riprogettazione della rete Internet pubblica Iperbole basata sul cloud e su un’identità digitale integrata per raccogliere l’offerta di contenuti e servizi di pubblica amministrazione, imprese e cittadini. Senza dimenticare quelli sulle reti (smart grid, banda ultra larga e smart lighting, con la riqualificazione di 8.200 punti di illuminazione pubblica) e sulla mobilità sostenibile, dal bike e car sharing a quella elettrica.

Il futuro delle smart city

Fin qui la fotografia del presente. In futuro si prevede che le smart city saranno sempre più iperconnesse, costellate di sensori e oggetti (Internet of Things) capaci di raccogliere una vastissima mole di dati destinati ad essere elaborati per alimentare servizi sempre più evoluti, rispondere in tempo reale alle esigenze dei cittadini, consentire una gestione data driven delle metropoli. Tutto questo si tradurrà in servizi wifi nei luoghi più disparati, semafori intelligenti, strade percorse da auto a guida autonoma, servizi in realtà aumentata, gestione della città da remoto, sistemi di sicurezza predittivi, sistemi energetici sempre più digitalizzati ed efficienti, implementazione della mobilità sostenibile, punti di ricarica per auto elettriche e micro-grid bidirezionali, sistemi di gestione intelligente dei rifiuti, sensori ambientali, parcheggi e illuminazione stradale smart. Soluzioni in gran parte già oggi incluse nell'offerta che Enel X mette a disposizione di amministrazioni, imprese e cittadini per realizzare città sempre più intelligenti, sostenibili e inclusive.

Le città intelligenti del futuro avranno anche un tessuto urbanistico molto diverso da quello delle città attuali, con più aree verdi, spazi di ritrovo e condivisione, piste ciclabili, corsie riservate per mezzi pubblici, bici e pedoni, molti meno veicoli in circolazione grazie alle varie forme di mobilità condivisa, meno inquinamento grazie al maggiore ricorso alle rinnovabili, edifici resilienti costruiti con protocellule, materiali organici e di scarto in grado di dialogare con l'ambiente e di adattarsi riducendo i consumi energetici quando è necessario.

Attenzione però ai rischi di una concezione troppo sbilanciata sulla componente tecnologica. L'architetto e ingegnere Carlo Ratti, che dirige il Mit Senseable City Lab, nel  Massachusetts, più che di smart city preferisce parlare di senseable city, definizione che coniuga la capacità dei sensori di raccogliere e trasmettere informazioni con quella di tenere conto delle esigenze concrete dei cittadini, dell'impatto che le tecnologie hanno sulle loro vite e sul loro benessere. Un aspetto fondamentale, questo, anche secondo l'esperto di strategie urbane Giacomo Biraghi, che propone una definizione dinamica della città intelligente: “Qualunque territorio che riesca a trasformare gli interessi individuali in benessere collettivo”. Per questo le smart city del futuro avranno sempre più bisogno di una governance lungimirante, capace di pianificare gli interventi urbanistici tarandoli sulle esigenze degli abitanti e di bilanciare gli squilibri, con il coinvolgimento di tutti gli attori presenti sul territorio. Per costruire insieme città che siano davvero a misura d'uomo.

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Articoli, approfondimenti, case studies e video per utilizzare al meglio l'energia di Enel X.

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