I ruoli che le città possono ricoprire per promuovere l'e-Mobility

Pubblicato il 28 Febbraio 2019

Di Zachary Shahan - CleanTechnica

Di seguito un altro capitolo del nostro report gratuito “Infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici: Linee guida per le città. Questo capitolo parla dei 6 diversi ruoli che le città possono ricoprire per promuovere l'E-Mobility. Continua a leggere, ma dedica anche un po' di tempo a portare questo report nelle mani degli amministratori locali della tua città, circoscrizione e/o provincia.

Esistono diversi modi attraverso cui le municipalità possono essere coinvolte nel percorso di transizione ai veicoli elettrici e nell'installazione delle relative infrastrutture:

1. Promulgazione: l'installazione di infrastrutture di ricarica costituisce una parte fondamentale nella costruzione di un ecosistema di veicoli elettrici, ma non è l'unica parte. I sindaci della città possono rendersi particolarmente utili sostenendo l'economia a basse emissioni di CO2 e la mobilità elettrica. Questo può essere portato avanti sotto forma di dichiarazioni o eventi pubblici di supporto, politiche volte a sostenere e incoraggiare gli imprenditori e il mercato, invio di segnali incoraggianti ai dipendenti pubblici per contribuire a trovare soluzioni creative, premiando e incentivando la guida dei veicoli elettrici e in linea più generale attraverso la creazione di un ambiente che sia a favore di questi ultimi.

Sensibilizzazione: educare la cittadinanza è vitale. È tra le esigenze più importanti nel mercato di oggi. Molte persone semplicemente non sono consapevoli di cosa sia la mobilità elettrica, di ciò che comporta, delle capacità dei veicoli stessi e del perché siano migliori (sia per i consumatori, sia per la società). I sindaci dispongono di piattaforme ideali per aumentare la consapevolezza sulla mobilità elettrica. I modi per farlo includono: dichiarazioni pubbliche, campagne mediatiche, eventi pubblici, festival, raduni, attività di branding di bus elettrici o poli di stazioni di ricarica, fornitura di "sportelli unici" per veicoli elettrici o chioschi di informazioni per rispondere alle domande sui veicoli elettrici, poste da residenti e aziende.

Incentivi e privilegi diretti: le amministrazioni municipali e nazionali possono offrire un’ampia gamma di incentivi ai possessori di auto elettriche in modo forte e strettamente   correlato all'utilizzo di questi veicoli. Ad esempio privilegi di guida e di parcheggio per i veicoli elettrici (come la possibilità di guidare nelle corsie degli autobus o ridurre/eliminare le tariffe dei parcheggi), ridurre o eliminare le tasse di immatricolazione dei veicoli o i pedaggi stradali e altro ancora.

Potere d'acquisto: le città possono dare l'esempio e acquistare  veicoli elettrici anche per le proprie flotte. Molte città acquistano autobus elettrici per il trasporto pubblico, scuolabus elettrici, volanti elettriche per la polizia e auto per gli investigatori, camion elettrici per la raccolta della spazzatura , camion elettrici per la distribuzione della posta e altri veicoli della flotta. Il costo totale di proprietà ridotto (TCO) spesso rende i veicoli elettrici più competitivi sul piano finanziario per determinati usi.

Zonizzazione e norme edilizie: regolare l'utilizzo del suolo in una comunità è uno degli strumenti più potenti di cui l'amministrazione locale possa disporre. Per quanto riguarda le infrastrutture, è possibile utilizzare le leggi urbanistiche per consentire l'estensione della rete elettrica, l'installazione di infrastrutture di ricarica, il parcheggio dei veicoli e la creazione di hub di ricarica. Le norme edilizie possono essere utilizzate per consentire la creazione di punti di ricarica negli edifici esistenti, incoraggiarne o richiederne di nuovi in edifici di prossima costruzione. Per quanto riguarda l’aspetto della guida, oltre 200 città in tutta Europa hanno creato zone a basse o a zero emissioni per regolare il tipo di veicoli che possono accedervi.

Lobbying: le città possono anche sostenersi a vicenda esprimendo un sostegno condiviso per una politica nazionale. Ad esempio i sindaci possono fare pressioni sul governo nazionale per ottenere zone a basse emissioni, provvedimenti per giornate anti-smog o sostegno finanziario per programmi a favore dei veicoli elettrici, come avviene già  in Francia, Regno Unito, Norvegia, Slovacchia, Slovenia, Croazia e Romania, tra le altre nazioni.

Pianificazione: l'associazione norvegese per i veicoli elettrici “Norsk Elbilforening “ritiene che la creazione di un piano strategico per la mobilità elettrica sia una delle azioni più importanti che una città possa intraprendere. Avere un piano strategico per la mobilità elettrica è utile per mettere insieme il quadro completo degli obiettivi, delle politiche e degli sforzi della città, nonché per allineare i vari soggetti interessati verso obiettivi chiari e condivisi. Un "approccio ecosistemico" è ora ampiamente considerato come il modo più efficace per stimolare l'adozione più rapida di veicoli elettrici, e un piano è un buon modo per mappare quell'ecosistema.

I restanti ruoli dei comuni possono, in gran parte, riguardare l'infrastruttura di ricarica:

2. Proprietariola città può utilizzare il proprio budget per nuove infrastrutture di ricarica, diventando proprietario sia dell’infrastruttura che del terreno su cui è posta. Può gestire l'infrastruttura stessa o sviluppare un accordo per affidare ad un operatore del punto di ricarica (CPO) la completa responsabilità dello stesso. Tuttavia, la città non deve necessariamente sostenere l’intera spesa. Può anche contribuire solo in parte al costo dell'infrastruttura e diventarne proprietario di una quota.

3. Proprietario/locatore del terreno: la città può fornire gratuitamente il terreno per l'infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici o può affittare il terreno. Inoltre, può usare la sua influenza per richiedere un determinato standard di infrastruttura, fissare il prezzo massimo o utilizzare determinati modelli di prezzo, condividere o rendere pubblici i dati di utilizzo, includere il brand della città o implementare specifici requisiti di progettazione (come specificato più avanti). Suggeriamo che la città richieda un design di alta qualità della stazione, una funzionalità di ricarica smart e la condivisione dei dati di utilizzo. In base a un contratto di leasing, raccomandiamo anche che la città non richieda al CPO di pagare gli spazi di parcheggio, ma solo il terreno su cui si trova l'impianto di ricarica. Gli spazi di parcheggio dovrebbero rimanere spazi pubblici, anche se destinati ai veicoli elettrici che sono in carica in quel momento.

4. Operatore: sebbene sia insolito, il Comune potrebbe anche gestire l’infrastruttura di ricarica da solo. Quando le stazioni sono in rete (collegati a un sistema IT) si tratta di un compito molto complesso, perciò i Comuni spesso lavorano con un CPO specializzato per gestire tali funzioni.

5. Legislatore/Regolatore: a seconda delle leggi locali, i Comuni devono anche sorvegliare e regolamentare l'infrastruttura energetica all'interno della loro giurisdizione. Sono responsabili per la zonizzazione e per le regole di utilizzo nel territorio al fine di consentire determinate azioni in determinati luoghi, nonché per l'applicazione di tali regole. Dovrebbero valutare il punto in cui l'infrastruttura per veicoli elettrici si inserisce nella legislazione cittadina, prendere in considerazione la possibilità di apportare modifiche al codice edilizio per consentire l'infrastruttura negli edifici esistenti e così via.

6. Infrastrutture per l'uso della flotta comunale: molti Comuni stanno già convertendo le loro flotte in veicoli elettrici, dai mezzi postali a quelli utilizzati dalla polizia, e avranno bisogno di un'adeguata infrastruttura per caricarli. In questo caso, l'infrastruttura può essere localizzata in depositi o parcheggi privati e non essere disponibile al pubblico. Inoltre i caricatori potrebbero essere wallbox a corrente alternata, anziché i più costosi a carica rapida. Questa situazione, in cui il monitoraggio del consumo di energia da parte di singoli utenti potrebbe non essere necessario, è anche l'unico caso in cui riteniamo ragionevole disporre di un'infrastruttura di ricarica non collegata in rete.

Ci sono quindi molti ruoli che un Comune può ricoprire nella costruzione dell'ecosistema di veicoli elettrici e infrastrutture di ricarica. Molto dipende dal livello di decentramento e dai poteri specifici del livello di amministrazione comunale di un Paese. Leggi e altri soggetti interessati (come i DSO) possono abilitare o vietare determinati tipi di supporto. Questi ultimi possono variare e devono essere compresi volta per volta.

Per leggere il rapporto completo di CleanTechnica e Greenway  clicca qui per scaricarlo.

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