L’energia si fa in tre per la farmaceutica efficiente

Dall’alto della torre del castello la vista si estende su tutta la pianura, e quando è bel tempo fino al mare: un panorama spettacolare, apprezzato in passato solo dalla famiglia Caetani, proprietaria del castello, e oggi anche dai turisti. Il castello è quello di Sermoneta, pittoresco borgo medievale arroccato su un colle non lontano da Latina, qualche decina di chilometri a sud-est di Roma; il mare è il Tirreno e la pianura è l’Agro Pontino, fertile e altamente industrializzato.

Dal castello in effetti si vede anche la zona industriale, una delle più sviluppate dell’Italia centro-meridionale, dove sorge, fra le altre, la fabbrica di medicinali di Corden Pharma Latina. Da lontano, è uno stabilimento come tanti altri. Ma dal castello non si può vedere quello che succede dentro. E dentro, negli ultimi tempi, è stata condotta un’operazione di grande valore tecnologico e innovativo, grazie al contributo di Enel X.

 

Uno stabilimento in cerca di efficienza

Lo stabilimento di Sermoneta, fondato nel 1969, e ceduto nel 2010 da Bristol Myers Squibb, è uno dei nove siti chimico-farmaceutici facenti parte del gruppo tedesco ICIG, distribuiti fra Germania, Italia (dove sono presenti altri due impianti, entrambi in Lombardia: a Treviglio e Caponago), Francia, Belgio, Svizzera e Stati Uniti.

Lo stabilimento produce soprattutto principi attivi e specialità farmaceutiche usati in ambito oncologico e antinfettivo; al suo interno inoltre sono presenti un  sistema di trattamento degli sfiati gassosi e un impianto di depurazione dei reflui liquidi , con lo scopo di minimizzare gli impatti ambientali.

Per tutte queste attività la fabbrica ha un grande consumo di energia elettrica, ma ha bisogno anche di grandi quantità di calore (cioè energia termica) per il ciclo produttivo e di climatizzazione (energia frigorifera): tutti fattori che comportano un notevole dispendio energetico.

Per ridurre i costi di produzione e gli sprechi, ma anche le emissioni di gas serra, l’azienda si è rivolta a Enel X per un impianto di trigenerazione: un sistema che consente la fornitura contestuale dell’energia elettrica, di quella termica e di quella frigorifera, massimizzando l’efficienza energetica dell’intero processo.

 

Pacchetto “chiavi in mano”

La soluzione che abbiamo proposto è un pacchetto integrato “chiavi in mano”, in base al quale ci siamo presi il carico dell’intero progetto sia da un punto di vista finanziario che tecnico, gestendo tutte le fasi dalla progettazione alla conduzione dell’impianto. Il tutto offrendo una soluzione customizzata che si adatta alle specifiche esigenze del cliente.

Innanzitutto abbiamo valutato i fabbisogni energetici (elettrici, termici e frigoriferi) dello stabilimento, e in base a questa analisi abbiamo progettato un impianto di trigenerazione su misura, sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici sia per quelli contrattuali di prestazione energetica.

Ci siamo poi incaricati dei procedimenti di autorizzazione dell’impianto e lo abbiamo costruito e avviato in tempi rapidi, sostenendo interamente l’investimento e assumendoci inoltre la responsabilità della manutenzione e della conduzione per tutta la durata del contratto, pari a dieci anni. Alla scadenza, il cliente potrà scegliere se esercitare l’opzione di riscatto dell’impianto oppure rinnovare il contratto.

 

Come funziona la trigenerazione

Per la realizzazione dell’impianto abbiamo usato le tecnologie più avanzate, adattandole alle necessità del cliente. La soluzione tecnica individuata dal nostro team di ingegneria specializzato si basa su un motore a combustione interna, con una potenza nominale di 6,87 MW, che genera elettricità per lo stabilimento; il calore residuo – che negli impianti di vecchia generazione andava dissipato – viene recuperato e riutilizzato.

Più precisamente, il calore rifornisce una caldaia a recupero fumi da circa 2,5 MWt (MW termici) che alimenta il sistema di riscaldamento e un gruppo frigorifero ad assorbimento a bromuro di litio, con una potenza di 1,6 MWf (i MW frigoriferi misurano appunto la potenza frigorifera, in modo analogo ai MW termici), che assicura la refrigerazione.

 

Meno spese, meno emissioni

L’impianto di trigenerazione, con una produzione di 48,5 milioni di kWh all’anno, è in grado di soddisfare circa il 70% del fabbisogno energetico dello stabilimento; la maggiore autonomia energetica e l’aumento dell’efficienza comportano un risparmio del 30% sui costi energetici in bolletta.

Infine, la maggiore efficienza di tutto il processo ha come conseguenza anche una diminuzione significativa delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera e in generale dell’inquinamento: un beneficio per l’agricoltura dell’Agro Pontino ma anche e soprattutto per la popolazione che vive nelle vicinanze della zona industriale. Da adesso la fabbrica di Sermoneta può affermare di produrre medicine per curare i pazienti prestando più attenzione anche alla salute di tutti gli altri.

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