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Il caso Henkel

L’impegno di Enel X verso la Green Disruption nel settore della moda

Dalla fast alla circular fashion: l’insieme delle soluzioni per guidare la transizione ecosostenibile verso la moda circolare.

Pubblicato il: 25 LUGLIO 2022
Nell'ottica di ampliare i propri orizzonti verso la strada della sostenibilità, già da due anni Enel X ha esteso il suo impegno nel settore della moda. A guidare questa mission è il concetto di sostenibilità, volano di una necessaria transizione ecosostenibile verso la moda circolare. Il paradigma della Circular Fashion è composto da cinque trends che mirano al raggiungimento di un unico traguardo: accrescere - nei consumatori, nelle aziende e nelle istituzioni - la consapevolezza e la sensibilità verso il problema ambientale. L’ingresso nel progetto Monitor for Circular Fashion, l’osservatorio sullo stato di maturità dell’economia circolare nella moda, e la partnership con Sustainable Fashion Innovation Society (SFIS), associazione senza scopo di lucro responsabile della transizione ecologica del sistema moda, rappresentano solo i primi ma significativi passi nel percorso di innovazione sostenibile di uno dei settori più inquinanti del pianeta. La Presidente di Sustainable Fashion Innovation Society, Valeria Mangani, siede al Tavolo Moda del Ministero dello Sviluppo Economico in rappresentanza della moda sostenibile in Italia, insieme agli altri presidenti del sistema manifatturiero italiano.

L’impatto della moda sull’ambiente

Secondo i dati del Word Economic Forum, infatti, la moda è il secondo settore più inquinante al mondo dopo quello petrolifero. Ogni anno vengono prodotti circa 150 miliardi di indumenti per 7 miliardi di persone: per produrre una maglietta di cotone, ad esempio, si consumano circa 2.700 litri di acqua, e si sale a 10.000 litri per un paio di jeans. Il 20% delle acque di scarico globali proviene dall’industria della moda, che da sola produce circa 92 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. Tra i dati più preoccupanti c’è l’emissione di gas serra: il settore moda riversa in atmosfera 1,2 miliardi di tonnellate l’anno di anidride carbonica, pari al 10% delle emissioni globali. Di questo passo, le emissioni cresceranno ancora del 60% da qui al 2030, erodendo oltre un quarto del carbon budget, cioè la quantità di anidride carbonica che possiamo ancora immettere in atmosfera mantenendo la speranza di contenere il riscaldamento globale entro i 2°C.
report di circolarità

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L’impegno di Enel X nella transizione sostenibile della moda

Una transizione sostenibile

Innovazione sostenibile e decarbonizzazione: le nuove sfide della moda nel primo report del Monitor for Circular Fashion

Enel X è da sempre in prima linea sul fronte della sostenibilità ambientale e da qualche anno è impegnata anche nel settore moda. A marzo 2021 è entrata come partner principale nel progetto Monitor for Circular Fashion, un osservatorio lanciato dal Sustainability Lab SDA Bocconi, che mira a monitorare lo stato di maturità dell’economia circolare nel settore della moda italiana attraverso indicatori di prestazione di circolarità. I risultati del rapporto economia circolare-moda vengono poi riportati all’interno di un report annuale che, al termine di ogni edizione, delinea l’andamento delle aziende di moda impegnate in percorsi di transizione verso modelli di business circolari. 
Da oltre un anno, inoltre, Enel X collabora con Sustainable Fashion Innovation Society (SFIS), la più grande community di moda sostenibile in Europa. L’obiettivo della partnership è quello di creare un filo conduttore tra moda e sostenibilità attraverso la promozione e l’adozione di pratiche ecosostenibili nell’intera filiera del tessile, dalla produzione alla consumazione, per passare dal paradigma take-make-waste a un approccio circolare che ottimizzi l’uso delle risorse e riduca l’impatto sull’ambiente. Tra le aziende alle quali Enel X si rende disponibile a fornire supporto nel processo di transizione da produzione tradizionale a ecosostenibile, rientrano le piccole e medie imprese che hanno scelto di attuare la cosiddetta Green Disruption (circa 2000 brand manifatturieri italiani e stranieri).

L’evento Phygital Sustainability EXPO

Nicola Tagliafierro, Head of Global Sustainability in Enel X, ha presentato il paradigma della Circular Fashion al Phygital Sustainability EXPO, evento annuale organizzato dalla SFIS e giunto alla sua terza edizione, svoltosi l’11 e il 12 luglio a Roma nel complesso archeologico dei Mercati di Traiano. Si tratta di due giornate di esposizione, aggiornamento e panel relatori internazionali interamente dedicate alla transizione ecologica del sistema moda e design attraverso l’innovazione tecnologica.

 

Enel X da cinque anni è impegnata nella promozione di un’innovazione sostenibile che parta dal rendere i consumatori, le aziende produttrici e le istituzioni consapevoli e sensibili al problema ambientale. “Veniamo da un periodo storico in cui il mercato è stato caratterizzato da investimenti nel fast fashion che devono ancora essere ammortizzati. La transizione verso una moda circolare e sostenibile deve quindi essere fatta in maniera oculata, guidata da esperti e con i giusti tempi per evitare di sprecare i soldi già investiti” sottolinea Tagliafierro.

 

Come fare moda sostenibile? Supportando i trend che stanno prendendo piede sul mercato:

  1. Tracciabilità e certificazione
  2. Uso di materiali riciclati
  3. Efficienza energetica e uso di energie rinnovabili
  4. Sviluppo del mercato di seconda mano
  5. Visione del prodotto come servizio.

 

La tracciabilità è uno dei trend su cui si sono concentrati i primi sforzi: “La sostenibilità inizia dalla scelta dei materiali, con uno sguardo proiettato al fine vita degli abiti - continua Tagliafierro - Conoscere i materiali che compongono l’abito e la loro provenienza è fondamentale per sapere come riciclarli quando l’abito viene dismesso. Negli ultimi cinque anni - prosegue - Enel X ha lavorato allo sviluppo del Circular Economy Report, un servizio consulenziale che offriamo ai nostri clienti per misurare il livello attuale di circolarità delle loro aziende e che propone una roadmap di soluzioni innovative per incrementarlo”. Le due metriche, che misurano la circolarità di azienda e la circolarità energetica, sono diventate nel 2022 delle vere e proprie certificazioni accreditate Accredia, l'Ente Unico nazionale di accreditamento designato dal governo italiano: ”La certificazione ha un valore di consapevolezza importante perché riconosce la validità del servizio offerto, assicurandone la qualità” spiega Tagliafierro. 

Verso una moda etica e sostenibile

Enel X svolge un ruolo chiave nella gestione del terzo trend: l’ottimizzazione energetica. Come ricorda Nicola Tagliafierro, secondo il rapporto del 2021 di McKinsey e della Global Fashion Agenda, circa il 63% della riduzione potenziale dell’impatto ambientale del settore dipende dalle scelte energetiche. In particolare, l’efficienza energetica contribuisce per il 45% al processo di decarbonizzazione, seguita dall’uso di energia rinnovabile (39%) e dall’elettrificazione degli impianti di produzione e delle flotte per la logistica e la distribuzione commerciale (16%). Per stimare l’efficienza energetica, gli impianti devono essere dotati di appositi sistemi di monitoraggio smart. Secondo l’analisi energetica condotta attraverso il Circular Economy Report, ad oggi solo il 50% delle aziende di moda che costituiscono il campione di studio ha installato tali dispositivi di monitoraggio.

Si stima che con azioni mirate di efficientamento energetico ed estensione della fornitura o dell’autoproduzione di energia rinnovabile le emissioni di CO2 possano ridursi di 147 tonnellate. In questa direzione, Enel X mette a disposizione delle aziende della Fashion Industry tutto il proprio know-how energetico, fornendo, accanto alle proprie metodologie di misurazione ed analisi, anche e soprattutto le competenze tecniche volte a guidare le aziende nel percorso di transizione energetica.

Uno sguardo verso il futuro

“Uno sguardo verso il futuro, dove l’impossibile diventa possibile”, con queste parole si è aperta la sfilata a conclusione della prima giornata della Phygital Sustainability EXPO. La sfilata, oltre a smentire l’opinione diffusa che la moda sostenibile non sia elegante, ha informato i presenti sulla direzione che sta prendendo la moda, fornendo stime dell’impatto sull’ambiente di ogni abito presentato, quello che in gergo tecnico è definito Product Environmental Footprint.

 

In passerella, uno dopo l’altro, sotto le note di Vide Cor Meum di Patrick Cassady, hanno sfilato capi realizzati in cotone vegano, pelle di cactus, bottoni in cocco, borse in fibra di mais o plastica riciclata da bottiglie raccolte in mare, bambù e faggio coltivati in modo sostenibili, estratti e lavorati con metodi biologici.

 

La Green Disruption delle aziende di moda è solo all’inizio. Lo scenario di partenza è critico e descrive un settore complesso che però lascia spazio ad ampi margini di miglioramento. Anche in questo, Enel X sarà protagonista.