/apps/enel-x-digital-ecosystem/templates/page-content

Mobilità sostenibile

Mobilità sostenibile: che cos’è e perché è importante

Una crescita sostenibile passa anche da una mobilità che inquini e consumi meno, con benefici per il clima e la salute.

Pubblicato il: 02 MARZO 2022
Tutti ci spostiamo, di continuo. E lo stesso fanno le merci. Di giorno e di notte, all’interno della stessa città oppure da un continente all’altro. In questo momento sono in viaggio milioni e milioni di treni, navi, aerei, automobili, tir, autobus, tram, moto, biciclette... Il settore dei trasporti ha quindi un grande impatto sull’ambiente: per questo è importante che sia sostenibile. Ma cosa significa mobilità sostenibile? Per capirlo dobbiamo ritornare a cavallo degli anni ‘80 e ‘90 del secolo scorso, quando si parlò per la prima volta di assicurare alle generazioni future un accesso equo alle risorse del pianeta. Dal concetto di sviluppo sostenibile si è così arrivati al significato di mobilità sostenibile, o smart mobility, espresso dalla Commissione Europea nel 2006: garantire sistemi di trasporto che rispondano ai bisogni economici, sociali e ambientali della società, tutelando al tempo stesso l’ambiente, l’approvvigionamento energetico e i lavoratori del settore.

Mobilità sostenibile: i principali vantaggi

La mobilità sostenibile è così diventata una delle vie principali per ridurre l’inquinamento dell’aria e il rumore, abbattere i consumi di energia proveniente dai combustibili fossili, tutelare la salute e gli spazi pubblici. I vantaggi riguardano l’ambiente, le persone, l’economia e la società nel suo complesso, perché una rivoluzione della mobilità è in grado di innescare quella transizione ecologica diventata sempre più urgente.

Mobilità sostenibile e inquinamento atmosferico

Il motivo più impellente della necessità di spostarsi in modo sostenibile è di ridurre l’inquinamento e contrastare il riscaldamento globale. In Italia, per esempio, secondo i dati più recenti il trasporto stradale contribuisce per il 23% alle emissioni di gas serra (di cui quasi il 70% attribuibile alle automobili), per circa il 40% alle emissioni di ossidi di azoto e per il 10% alle emissioni di particolato. Diventa quindi essenziale una mobilità alternativa all’uso dei mezzi privati alimentati a combustibili fossili che consenta di abbattere queste emissioni, come il trasporto pubblico, la mobilità pedonale e ciclabile, i veicoli elettrici, la mobilità condivisa.
Mobilità elettrica

Mobilità elettrica

Un ecosistema completo per favorire l’ingresso di tutti nel mondo dell’e-Mobility.

Mobilità sostenibile e congestione stradale

La mobilità incide anche sulla qualità della vita. Chissà quante volte, bloccati in auto nel traffico o in cerca di un posteggio introvabile, abbiamo pensato: “Avrei fatto prima in treno, o in autobus”, “Avrei fatto prima a piedi, o in bici”. Queste alternative non solo sono più ecologiche, sono utili anche a ridurre la presenza dei mezzi privati in città. Sono proprio questi ultimi ad affollare i parcheggi a lato della strada e a creare traffico, anche a svantaggio dei mezzi pubblici.

Mobilità sostenibile e salute

La mobilità sostenibile aiuta infine a migliorare le condizioni di salute, poiché induce a pedalare e camminare anche solo per andare a prendere un mezzo pubblico. Molte amministrazioni cercano di incentivare questi comportamenti con la creazione di Pedibus o Bicibus: comitive di studenti che vanno a scuola a piedi o in bici accompagnati a rotazione dagli adulti. L’obiettivo è far fare attività fisica a figli e genitori, evitare di intasare le vie di accesso alle scuola con le automobili e liberare le famiglie dall’incombenza quotidiana di dover accompagnare i piccoli a lezione.

I mezzi di trasporto sostenibili

La mobilità sostenibile cambia a seconda delle caratteristiche personali e del territorio in cui ci si sposta, per cui è il frutto di un’integrazione tra diversi mezzi di trasporto. Questo tipo di mobilità comprende, oltre al trasporto pubblico, la mobilità dolce (ovvero spostarsi senza motori ma con la forza fisica), la condivisione di veicoli (come car sharing o car pooling) e l’impiego di veicoli elettrici al posto di quelli a combustibili fossili.
Autobus elettrici

Autobus elettrici

Per una mobilità pubblica all’insegna della sostenibilità.

  • La mobilità dolce risulta spesso la più competitiva, se si considera che secondo il 18° Rapporto sulla mobilità degli italiani dell’Isfort (Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti) l’82% degli spostamenti in Italia è nel raggio di 10 km, e di questi quasi la metà inferiori ai 2 km, mentre la durata degli spostamenti urbani si esaurisce in media in 16 minuti. Per questo motivo è essenziale investire in piste ciclabili e aree pedonali.
  • Il car pooling consiste nella condivisione di un’auto privata tra due o più persone che devono percorrere uno stesso itinerario; il car sharing invece è la condivisione da parte degli utenti di una flotta di mezzi messi a disposizione da un’azienda di noleggio.
  • I bus, le auto e gli scooter elettrici sono la sfida più avanzata per il trasporto su gomma, perché tra i loro vantaggi non inquinano e consentono di risparmiare sul carburante e la manutenzione. Hanno preso piede soprattutto in città, dove sono convenienti per il funzionamento del motore, la diffusione delle colonnine di ricarica e gli incentivi dal punto di vista della circolazione e dei parcheggi rispetto ai mezzi tradizionali.

Esempi e progetti di mobilità sostenibile

Gli esempi di mobilità sostenibile sono ormai innumerevoli. Qui ne abbiamo selezionati alcuni tra i più rappresentativi, da quelli più vicini a noi fino agli angoli estremi del pianeta.  

In Italia

Nonostante il decreto Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane risalga al 1998, la redazione dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile (PUMS) è obbligatoria dal 2017 e solo nelle città sopra i 100mila abitanti. È anche per questo motivo che l’Italia è ancora molto indietro nel realizzare efficaci politiche di mobilità sostenibile. Una delle città più attive è Milano, che nel 2012 ha vietato o disincentivato con una tariffa l’accesso al centro città dei mezzi privati. Grazie alla rete di metro, tram, bus, treni e mezzi di trasporto condivisi, Milano risulta, per il Rapporto Italia Sostenibile 2021 di Cerved, la seconda città italiana più sostenibile dopo Bolzano; ed è prima nella classifica Città MEZ - Città Mobilità Emissioni Zero di Legambiente e Motus. L’indagine di Euromobility sulla Mobilità sostenibile in Italia incorona invece come città più “eco-mobile” Firenze, che a 10 anni dall’introduzione del tram ha portato il 22% dei suoi passeggeri ad abbandonare il mezzo privato. Al di fuori delle classifiche è interessante riportare anche il caso di Genova, che nel 2019 aveva solo 11,5 km di piste ciclabili (dato peggiore tra le grandi città italiane) mentre tra il 2020 e il 2021 ha realizzato 60 km di bike lane, e altri 50 km appariranno nel 2022. 

In Europa

Nel 2020 la Commissione Europea ha presentato la Sustainable and Smart Mobility Strategy, un piano di mobilità sostenibile per tagliare il 90% delle emissioni nel settore dei trasporti entro il 2050. Già per il 2030 dovranno esserci almeno 30 milioni di mezzi a zero emissioni, 100 città climaticamente neutrali e il doppio del traffico ferroviario ad alta velocità.

 

Nel frattempo molte città europee sono all’opera. Grazie al progetto Grünes Netz (rete verde) la tedesca Amburgo sta creando un sistema di verde pubblico integrato con strade percorribili sia a piedi che in bici per dire addio alle auto e impedire ai veicoli a motore di arrivare in centro entro il 2034. Budapest, capitale dell’Ungheria, ha realizzato più di 300 km di piste ciclabili. Oslo, capitale di una Norvegia dove le auto elettriche sono già una realtà consolidata, dal 2015 ha progressivamente precluso l’accesso alle auto in numerosi quartieri: nel 2019 è stata la prima grande città al mondo ad avere zero morti di ciclisti e pedoni lungo le strade.

video

Nel mondo

Sono numerose le classifiche sulla sostenibilità e la qualità del trasporto pubblico nelle grandi città del mondo, con risultati che cambiano in base alle innumerevoli variabili prese in considerazione. Secondo il rapporto Urban transportation systems of 25 global cities, pubblicato nel 2021 dalla multinazionale di consulenza strategica McKinsey, le 10 città migliori per il trasporto pubblico sono Singapore, Mosca, Pechino, Hong Kong, Seul, Shenzhen, Tokyo, New York, Parigi e Shanghai. Per il Sustainable Cities Mobility Index, uno studio realizzato nel 2017 dal Centre for Economics and Business Research per Arcadis, al primo posto c’è Hong Kong, il cui sistema di trasporto pubblico gestisce ogni giorno 12,6 milioni di viaggi, ovvero il 90% degli spostamenti nella metropoli. Al di là delle classifiche, comunque, il tema della mobilità sostenibile è in testa alle politiche ambientali in ogni parte del mondo. Sydney, in Australia, punta a riorganizzare la rete di trasporti con treni leggeri, metro, ferrovie regionali per migliorare la qualità della vita, attrarre investimenti privati e sostenere la ripartenza economica. La capitale della Colombia, Bogotà, dal 2000 ha realizzato un sistema di bus con corsie riservate e separate rispetto al resto della strada. Oggi Bogotà sta passando ai bus elettrici proprio come la capitale del Cile, Santiago, e ha installato elettro-terminal e pensiline intelligenti dotate di sistemi digitali.

Smart mobility e smart city

Il concetto di mobilità sostenibile è strettamente legato a quello di smart city, la “città intelligente” che grazie alla tecnologia rende gli spazi più efficienti, digitali, vivibili e integrati tra loro. L’applicazione di sistemi avanzati quali sensori, videocamere, IoT (Internet of Things) al settore dei trasporti è fondamentale per renderli più efficienti dal punto di vista energetico e soddisfare in tempo reale le esigenze di spostamento dei cittadini. L’evoluzione in questa direzione è obbligata, visto che le città, pur occupando solo il 2% della superficie planetaria, producono il 70% delle emissioni di anidride carbonica, di cui un quarto per il trasporto su strada. Entro il 2050, due terzi della popolazione mondiale vivrà in zone urbanizzate: per questo la mobilità deve diventare al più presto sostenibile. Ed Enel X è pronta, con la sua tecnologia, a contribuire.
Città 2.0

Città 2.0

L’insieme di soluzioni innovative per semplificare i processi e la gestione dei servizi della pubblica amministrazione.