Come funzionano le colonnine per la ricarica di auto elettriche

Fare il pieno di energia di un’auto elettrica è molto semplice. Le modalità di ricarica di un’auto elettrica sono due e i dispositivi si attivano con una card o una app fornita dall’operatore

Pubblicato il 8 Giugno 2020

Come funziona la ricarica di auto elettriche | Enel X

Una delle incombenze principali per chi utilizza un’auto elettrica è la ricarica delle batterie. Questa può avvenire nella propria abitazione, utilizzando prese domestiche o industriali, una stazione di ricarica che gestisce l’erogazione e un cavo dotato di un sistema di protezione, detto PWM (Pulse With Modulation), che garantisce la sicurezza durante l’operazione.

Ma se ci si trova in viaggio o lontano da casa è importante trovare e saper utilizzare una colonnina di ricarica. Di solito questi dispositivi si attivano con una card o una app, fornite dall’operatore che avete scelto per il servizio. La card (o la app) si usa per avviare la ricarica e poi, al termine, per interromperla. Consente anche di contabilizzare la spesa, di solito suddivisa tra una quota fissa che va all’operatore e una variabile calcolata sui kW/h erogati.

Fin qui è tutto molto semplice, ma ci sono alcuni aspetti che bisogna conoscere nel momento in cui si usano le colonnine, che riguardano la modalità di ricarica e il tipo di connettore con la presa del vostro veicolo.

Innanzi tutto occorre sapere che questi sistemi devono essere conformi a una normativa tecnica, la IEC 61851-1, che indica sia le dotazioni di sicurezza che gli standard dei connettori e le modalità di esercizio.

La norma prevede 4 modi di ricarica, ma soltanto due, il Modo 2 e il Modo 3, possono applicarsi a colonnine pubbliche. Il Modo 3 è obbligatorio per tutti gli ambienti pubblici o privati adibiti a uso pubblico, come il parcheggio di un centro commerciale o di un hotel. È basato sullo standard di sicurezza PWM, come quello domestico, e prevede due tipi di ricarica, entrambi in corrente alternata (AC), una lenta (a 16 A e 230 V) e una rapida (a 32 A e 400 V). La durata dell’operazione, in realtà, è variabile e può dipendere da vari fattori, come il tipo di vettura, la potenza disponibile nella stazione e anche il livello o stato di carica della batteria.

Le colonnine cosiddette “Fast DC”, invece, adottano il Modo 4 previsto dalla normativa e utilizzano corrente continua (DC) a 200 A e 400 V. Rendono possibile la ricarica in pochi minuti sfruttando due standard, a cui corrispondono anche altrettanti tipi di presa: CHAdeMO, usata su veicoli di produzione giapponese e su alcuni europei, e CCS Combo, adottato da case europee, in particolare quelle tedesche.

In genere le auto elettriche hanno in dotazione due cavi, uno da usare per la ricarica in Modo 3 e uno per quella in Modo 4, che richiedono diversi tipi di connettori. Non dovrebbero quindi esserci problemi di compatibilità con le colonnine installate in Europa, di cui però è sempre opportuno verificare i tipi di presa di cui sono dotate.

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