La normativa vigente in materia di efficientamento energetico

Dall’Ecobonus al Conto Termico 2.0, come funzionano gli incentivi per migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione

Pubblicato il 21 Novembre 2019

La normativa vigente in materia di efficientamento energetico

Chi vuole migliorare l’efficienza energetica di casa propria può accedere a vari incentivi fiscali, di solito confermati o modificati ogni anno dalla Legge di Stabilità. Vediamo quelli attualmente in vigore a livello nazionale (altri possono avere carattere locale, deliberati da Regioni o Comuni).

Per migliorare l’efficienza di un’abitazione è necessario, innanzitutto, individuare i suoi consumi energetici, ad esempio attraverso la redazione dell’APE, Attestato di Prestazione Energetica, introdotto con il Decreto Legislativo 63/2013 e realizzato secondo i criteri fissati sulla Gazzetta Ufficiale n.162 del 15 luglio 2015. L’APE è redatto da un soggetto accreditato, è obbligatorio per ogni abitazione ed è necessario per acquistare, affittare o vendere l’immobile.

La norma principale che fissa gli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici ad uso abitativo è l’Ecobonus, che per il 2019 prevede vari livelli di detrazione fiscale, dal 50% all’85%, in funzione dell’intervento realizzato. Un elenco degli interventi ammessi alla detrazione e del beneficio fiscale associato è pubblicato sul sito dell’Enea. Una novità dell’Ecobonus, introdotta nel 2018, è la cessione del credito, che consente al privato di beneficiare del credito d’imposta spettante per gli interventi di riqualificazione, per legge accessibile in 10 rate annuali di egual valore, cedendolo a un ente coinvolto nell’esecuzione del progetto di efficientamento, come l’impresa che effettua la riqualificazione. Il credito ceduto può essere compensato in vario modo, ad esempio riducendo il costo da sostenere per l’esecuzione dei lavori.

Chi installa impianti che migliorano l’efficienza della produzione di energia termica, come una pompa di calore, una caldaia a condensazione o un impianto solare termico, può accedere al Conto Termico 2.0, erogato dal Gestore del Servizio Elettrico (GSE) tramite un fondo annuale di 900 milioni, di cui 700 destinati ai privati. Questo copre il 65% delle spese sostenute, fino a un massimo di 5mila euro, e viene erogato entro due mesi dall’accettazione della domanda.

Lo Scambio sul Posto è, infine, un sistema a cui può accedere chi installa un impianto fotovoltaico. Consente di cedere al GSE l’energia elettrica prodotta dal proprio impianto, che viene così immessa in rete, e di compensare le spese sostenute per il consumo dell’energia elettrica di rete. Il prezzo del kW/h prodotto dall’impianto fotovoltaico viene calcolato dal GSE sulla base della potenza dell’impianto. 

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