L’impegno di Enel Global Thermal Generation nei progetti di recupero e riciclo delle batterie

L’Innovazione e la sostenibilità rappresentano due facce della stessa medaglia, non si può infatti innovare senza essere sostenibili.

Pubblicato il 13 Marzo 2019

L’impegno di Enel Global Thermal Generation nei progetti di recupero e riciclo delle batterie

L’Innovazione e la sostenibilità rappresentano due facce della stessa medaglia, non si può infatti innovare senza essere sostenibili. Di questo è convinta Enel che sviluppa e promuove iniziative volte a un uso responsabile delle risorse armonizzando gli aspetti ecologici, economici ed ambientali in un’ottica di circular economy.  

Una delle sfide che la Global Thermal Generation sta affrontando è quella relativa alla gestione del fine vita dei sistemi di accumulo energetico e in particolare delle batterie al litio, che negli ultimi anni e soprattutto nel prossimo futuro giocheranno un ruolo fondamentale nella transizione energetica.

Solo in Cina, uno dei più grandi mercati attualmente attivi per le auto elettriche, si stima che nel 2019 verranno smaltite circa 110.000 tonnellate di batterie (fonte China Automotive Technology and Research Center).

Ad oggi le tecnologie di riciclo permettono di recuperare il 95% dei materiali utilizzati per la realizzazione del catodo delle batterie al litio. Indipendentemente dal degrado della batteria, i metalli preziosi utilizzati per la sua realizzazione possono essere riusati per produrre nuovo materiale catodico poiché la loro qualità rimane praticamente invariata durante il loro impiego (in media 5 anni).

Enel è consapevole che al momento attuale la filiera della gestione del fine vita non ha raggiunto un livello di maturità sufficiente da consentirne l’adozione massiva, tuttavia lo sviluppo delle auto elettriche a cui stiamo assistendo costituisce un importante catalizzatore allo sviluppo di un mercato sostenibile del recycling.

Startup, università e big player del settore sono stati coinvolti per analizzare e valorizzare il tema del riciclo delle batterie al litio e i relativi ritorni economici ed ambientali. All’interno di questo contesto Enel ha avviato alcune collaborazioni con partner nel settore del recycling e della produzione di materiali per le batterie, al fine di analizzare in modo puntuale i vantaggi che possono derivare dai diversi approcci: a partire da un processo standard di produzione, vendita e ritiro di batterie al litio all’approccio circolare (closed loop), di ecodesign e di recupero e riutilizzo degli elementi delle batterie a fine vita, in un’ottica di economia circolare e di sostenibilità.

L’approccio alla gestione del fine vita delle batterie, adottato da Enel, è integrato, investigando diversi modelli di business e analizzando tutti gli aspetti ambientali, di impatto sulle comunità e di ritorno degli investimenti associati, al fine di disegnare, in collaborazione con i partner operanti nel settore, la migliore soluzione sostenibile da proporre e adottare.

Il percorso ovviamente passa anche attraverso il coinvolgimento dei fornitori di batterie al litio, e a tal proposito la Global Thermal Generation, ha avviato un processo per valutare la sostenibilità dei propri fornitori, attraverso la verifica dell’impatto delle loro soluzioni tecnologiche e dei relativi modelli di business sugli SDG (Sustainable Development Goals) proposti dalle Nazioni Unite e adottati da Enel.

La valorizzazione del fine vita delle batterie non vuol dire solo riciclo dei materiali per la realizzazione di nuove batterie per diversi utilizzi, Enel ha, infatti, lanciato il progetto Second life, un progetto pionieristico, selezionato come “member initiative” dal World Economic Forum (WEF) in occasione del meeting annuale svoltosi il 22 al 25 gennaio nella consueta sede di Davos (Svizzera).

Anche Endesa nel progetto Renaissance (che prevede un sistema di storage abbinato a un impianto fast recharge) e nel progetto Green eMotion, ha avviato una serie di iniziative volte a riutilizzare i pacchi batteria auto a fine vita utile per realizzare impianti di stoccaggio di energia fissi.

Il concetto alla base del progetto Second life è il seguente: alla fine del ciclo di vita in un’automobile elettrica, il pacco batterie verrà rimosso dal veicolo e reso disponibile per altre applicazioni o riciclato. Infatti, un pacco batterie con un 60-80% di capacità residua contiene ancora abbastanza capacità per un utilizzo efficiente in altre applicazioni.

Nello specifico, Il progetto Second life sviluppato dalla Global Thermal Generation prevede il riuso di batterie delle auto elettriche per realizzare un impianto di storage stazionario presso la località spagnola di Melilla.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con Nissan, usa tecnologie avanzate, ma l’idea di base è semplice: una volta terminata la loro vita utile all’interno delle autovetture, le batterie per auto elettriche del modello Nissan LEAF vengono riciclate e assemblate in un grande impianto stazionario di storage, cioè di accumulo dell’elettricità, integrato con l’impianto convenzionale sito a Melilla per migliorare l’affidabilità della rete, al fine di garantire il  servizio di continuità della rete alla popolazione locale.

Melilla è una città spagnola di quasi 90 mila abitanti, situata sulla costa africana, e rifornita da una rete elettrica locale, alimentata da una centrale termica che, rispetto alla rete di distribuzione nazionale, funziona  come se fosse un’isola. E dunque anche a Melilla la sicurezza del rifornimento di elettricità può essere rafforzata da un sistema di storage, proprio come accade nelle isole: un’esigenza a cui Enel ha risposto, per esempio, nell’isola di Ventotene (Italia) con uno storage da 300 KW integrato con la locale centrale elettrica.

A Melilla la soluzione ideata da Enel Global Thermal Generation prevede di riutilizzare e connettere fra loro oltre 90 batterie di auto elettriche, per un totale di potenza disponibile fino a 4 MW, con un’energia massima accumulata di 1,7 MWh.

Nel suo ruolo di avanguardia lo storage di Melilla potrà rappresentare un modello di fattibilità tecnologica per altri impianti del genere, tanto più che per i prossimi anni si prevede un forte aumento del numero di autovetture elettriche in circolazione e, di conseguenza, di batterie disponibili per il riciclo.

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