Come migliorare la classe energetica della propria abitazione

Dopo un’analisi dei consumi e dei punti di dispersione del calore si può intervenire in molti modi, dal cappotto termico all’impianto di riscaldamento

Pubblicata il 2 DICEMBRE 2019

Abitate in una casa di classe G, la più bassa fra le classi energetiche, e volete migliorarla? Da dove iniziare? Meglio cambiare la caldaia o sostituire gli infissi?

Quando si opta per un miglioramento delle prestazioni energetiche di un’abitazione la cosa migliore è non fare scelte avventate. Ciò che serve è innanzitutto un audit energetico: un’analisi, condotta da esperti, per individuare i punti deboli dell’impianto di riscaldamento e nell’isolamento offerto dall'involucro dell’edificio.

L'analisi energetica

L’analisi energetica può, attraverso strumenti di valutazione come la termografia a raggi infrarossi, individuare i “ponti termici”, responsabili delle maggiori dispersioni di calore.

Con il metodo del Blower Door Test, è possibile invece scoprire i punti dell’involucro dell’edificio, come porte o infissi, responsabili di dispersioni o infiltrazioni d’aria.

Solo sulla base di un serio audit energetico si potrà poi scegliere il tipo di intervento da dover effettuare.

Cappotto termico e infissi

Per quanto riguarda le pareti perimetrali dell’edificio si potrà, per esempio, decidere di realizzare un cappotto termico, costituito da strati di materiale isolante disposti sulla facciata (cappotto esterno) oppure all’interno dell’abitazione (cappotto interno). Mentre il primo coinvolge le superfici esterne del condominio, il secondo è un intervento che si realizza sulle singole ’unità abitative’, installando gli strati isolanti sulle superfici interne delle pareti perimetrali dell’abitazione.
Un’altra opzione migliorativa è rappresentata dalla sostituzione degli infissi con modelli, più efficienti, a taglio termico e con superfici vetrate a doppia o tripla vetrocamera, eventualmente saturata con gas inerti per ridurre la trasmittanza, cioè la proprietà del materiale di trasmettere calore al mezzo con cui si trova a contatto.

Riscaldamento condominiale

A livello di impianti si possono prevedere interventi assai diversi in base ai risultati dell’analisi energetica e al tipo di riscaldamento preesistente, centralizzato o autonomo. Se l’impianto è condominiale, oltre alla sostituzione della caldaia con una più efficiente o con una pompa di calore, può essere utile installare valvole termostatiche smart o termostati intelligenti, controllabili da remoto, attraverso i quali razionalizzare i consumi nei singoli locali (ad esempio riducendo il riscaldamento nelle stanze non utilizzate durante le ore in cui queste non sono abitate).
Anche l’adozione di un sistema di contabilizzazione del calore, che consente la misurazione dei consumi dei singoli appartamenti, quindi la corretta imputazione dei costi in funzione dell’effettivo utilizzo del riscaldamento e non in base ai millesimi di proprietà, può ulteriormente spingere i condòmini a comportamenti più virtuosi.

Riscaldamento autonomo

Se il riscaldamento è autonomo invece c’è maggiore libertà d’azione e si può facilmente sostituire la caldaia con una più efficiente, ad esempio con un modello a condensazione, accompagnandola ad un impianto radiante a pavimento in sostituzione dei termosifoni per massimizzarne l’efficienza. Un’altra scelta può essere la combinazione di una pompa di calore (aria-aria, aria-acqua, geotermica) e la sostituzione dei termosifoni con ventilconvettori: in questo modo l’impianto può riscaldare d’inverno e raffrescare d’estate.

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