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Bonus facciate 2020, conviene davvero?

Cosa prevede il Bonus facciate 2020 e come accedere all’incentivo fiscale

Pubblicata il 3 MARZO 2020
Il patrimonio immobiliare italiano è “vecchio” e necessita di urgenti interventi di riqualificazione. Per questa ragione, guardando anche agli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 previsti dal Piano Energia e Clima (Pniec), negli ultimi anni sono stati varati una serie di incentivi fiscali – dall'Ecobonus al Sismabonus – per l'efficientamento energetico e la messa in sicurezza degli stabili. Nel quadro degli interventi di riqualificazione si inserisce, da ultimo, il Bonus  facciate 2020, voluto dal Ministero dei Beni Culturali per “l’abbellimento” di alcuni edifici di città italiane e inserito nell’ultima legge di bilancio. Un provvedimento di cui è importante capire la reale portata, soprattutto per evitare il rischio di perdere il diritto alle detrazioni fiscali previste o anche solo parte di esse.

Cosa prevede il Bonus facciate 2020

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito e delimitato l'ambito di applicazione del Bonus facciate 2020 con una circolare e una guida dedicata. Il provvedimento prevede una detrazione del 90% dall'imposta lorda sui redditi, ripartita in 10 quote annuali di pari importo sulle spese sostenute nell’arco del 2020 (o nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020 per quelle imprese con obbligazione tributaria non coincidente con l’anno solare).
Le spese in questione fanno riferimento a tutti i lavori di recupero o restauro delle facciate esterne degli edifici, inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura, così come gli interventi su balconi, ornamenti e fregi e quelli su grondaie, pluviali, parapetti e cornici. La detrazione coinvolge anche le spese correlate.

Chi può beneficiare del Bonus

L’incentivo non prevede un limite massimo di spesa e possono beneficiarne tutti i contribuenti Irpef e Ires: inquilini e proprietari, residenti e non residenti, persone fisiche e imprese. Sono esclusi, invece, i soggetti titolari di redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva o forfettaria a meno che non possiedano anche altri introiti che concorrono alla formazione del reddito complessivo. Gli interventi devono riguardare edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, situati in area A (centri storici) o B (parti di territorio totalmente o parzialmente edificati ) - o in zone a queste assimilabili, ai sensi del dm 1444/68 - anche in base alla normativa regionale vigente e ai regolamenti edilizi comunali. Per gli altri edifici ubicati in zone diverse dalle precedenti il beneficio non è ammesso.
L’agevolazione riguarda gli interventi effettuati sull’intero perimetro esterno visibile dell’edificio, vale a dire sulla parte anteriore, frontale e principale dell’immobile, così come sugli altri lati dello stabile. La detrazione non è prevista, invece, per quegli interventi effettuati sulle facciate interne, ad eccezione di quelle visibili da strada o da suolo ad uso pubblico. Restano quindi escluse le spese per i lavori effettuati sulle superficie confinanti con chiostrine, cortili e spazi interni o per sostituire vetrate, infissi, portoni, previste invece dell'Ecobonus e tese all’efficienza energetica dell’edificio.

I lavori di efficientamento energetico e gli adempimenti necessari per accedere al Bonus

Per accedere al Bonus i pagamenti vanno effettuati con bonifico da cui risulti: causale del versamento, codice fiscale del beneficiario, partita Iva o codice fiscale della ditta o professionista che ha effettuato i lavori. Nella dichiarazione dei redditi vanno indicati i dati catastali dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal suo detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce il titolo, al fine del controllo della detrazione.  È obbligatorio, infine, conservare ed esibire, su richiesta,, tutta la documentazione indicata dalla circolare 2/E 2020.
Sempre questa circolare stabilisce che, se l'intervento consiste in una semplice pulitura o tinteggiatura, l'accesso al Bonus è piuttosto semplice: ai condomini basterà infatti la delibera assembleare e il pagamento dei bonifici da parte dell'amministratore. Invece nel caso piuttosto frequente – vista l'età e il diffuso stato di deterioramento del patrimonio immobiliare italiano – di interventi più incisivi, la procedura si fa complessa. In particolare: se l’intervento intacca per oltre il 10 per cento della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio confinante con l'esterno o comunque influenzi il comportamento termico dell’edificio, il Bonus può essere riconosciuto solo nel caso in cui i lavori di cui sopra soddisfino i valori indicati dal Mise nel cosiddetto decreto “requisiti minimi” e nella normativa relativa ai valori di trasmittanza termica.

Bonus Facciate o Ecobonus?

Per questo tipo di lavori i condomini potranno scegliere se richiedere il Bonus facciate oppure l’Ecobonus. Nel caso si scelga il Bonus facciate la spesa totale sostenuta nel corso del 2020 viene pagata subito dal condominio e il 90% viene recuperato in 10 quote annuali di pari importo.  

Nel caso si preferisca l’Ecobonus, invece, la legge permette di pagare solo una parte delle le spese sostenute fino alla fine del 2021 cedendo il resto - per una quota pari fino all’85% - attraverso la cessione del credito fiscale, intesa come forma di parziale pagamento dell’impresa che ha eseguito l’intervento.

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Quando e perché conviene l’Ecobonus

L’agevolazione sulla facciata non ammette la cessione del credito e  i soggetti incapienti o coloro che sono a rischio di ridotta capienza dovranno valutare con attenzione se accedere all’Ecobonus o al Bonus facciate. Optando per l’Ecobonus si è sicuri  di pagare meno subito, sostenendo solo la quota parte non cedibile delle spese associate all’intervento che si esegue e di beneficiare dell'intera detrazione fiscale riconosciuta proprio grazie alla cessione del credito.
Invece accedendo al Bonus facciate sarà necessario sostenere l’intera spesa sin da subito e, per assicurarsi il ritorno del 90%, bisognerà assicurarsi anche di risultare capiente per il successivo decennio (in caso contrario una quota parte della percentuale portata in detrazione potrà non essere recuperata). A voi la scelta.