Guida ai veicoli elettrici

Domande e risposte

La vendita di auto elettriche nel mondo sta vivendo una fase di accelerazione importante. Fino a pochi anni fa era ancora considerato un fenomeno di nicchia, ora invece quasi tutte le case automobilistiche stanno rilasciando nuovi modelli di veicoli elettrici con un’autonomia di km sempre maggiore.

Sulla base dei dati di Bloomberg New Energy Finance, il numero di auto elettriche nel mondo è di oltre 4,8 milioni, di cui più di 2 milioni venduti solo nel 2018. Sebbene questo rappresenti ancora una percentuale bassissima rispetto al numero complessivo di veicoli circolanti a livello globale, la flotta di veicoli elettrici è cresciuta di circa 30 volte negli ultimi 6 anni. A livello globale ci sono oltre 300 modelli di auto elettriche disponibili. Oggi più di 80 case automobilistiche offrono auto elettriche: la Nissan LEAF è la macchina elettrica più venduta al mondo, seguita dalla Tesla modello S.

Sentiamo spesso parlare di diversi modelli di auto elettriche o ibride, facciamo chiarezza, abbiamo: 

  • Veicoli 100% elettrici (cosiddetti BEV ovvero “Battery Electric Vehicles”), che hanno come unico sistema di stoccaggio di energia di bordo un sistema basato su accumulo elettrochimico (una batteria). Uno o più motori elettrici provvedono alla generazione di potenza meccanica (e al recupero in frenata).
  • Veicoli ibridi ricaricabili (cosiddetti PHEV ovvero “Plug-in Electric Vehicles), che hanno sia un sistema di accumulo a batterie ricaricabili anche da rete elettrica che un più convenzionale motore a benzina (e relativo serbatoio). Il motore termico e quello elettrico provvedono all’erogazione di potenza meccanica (e al recupero in frenata).
  • Veicoli ibridi convenzionali (cosiddetti “Full Hybrid”), che hanno sia un sistema di accumulo a batterie ricaricabili non da rete elettrica che un più convenzionale motore a benzina (e relativo serbatoio). Il motore termico e quello elettrico provvedono all’erogazione di potenza meccanica (e al recupero in frenata.

Per tante persone la mobilità elettrica è ancora un mondo lontano, quasi futuristico, sul quale si sente e si legge un po’ di tutto. La verità è che l’auto elettrica è già l’auto del presente. Oggi ci sono oltre 4,8 milioni di veicoli in circolazione concentrati in alcuni paesi come la Cina, Stati Uniti, Norvegia, Giappone, Regno Unito e Germania (Fonte: Bloomberg New Energy Finance).  

Le auto elettriche:

  • Sono sostenibili
  • Hanno un’autonomia adeguata ai trasferimenti medi giornalieri
  • Sono presenti oramai in tanti modelli
  • Hanno un prezzo sempre più accessibile
  • Divertono ed emozionano.

L’uso di un’auto elettrica comporta vantaggi sia economici sia strettamente pratici.

La Legge di Bilancio 2019 stabilisce una detrazione fiscale per i contribuenti pari al 50% delle spese sostenute dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 per l'acquisto e la posa di infrastrutture di ricarica elettrica non accessibili al pubblico, oltre all’ampliamento della potenza fino a 7Kw. 
La detrazione, calcolata su un ammontare non superiore a 3.000 euro, garantirà un risparmio fino a 1.500 euro, e sarà operativa dopo la pubblicazione delle norme attuative.

Sempre la Legge di Bilancio 2019 ha previsto poi un bonus per l’acquisto di auto elettriche e ibride (con emissioni fino a 20 grammi di biossido di carbonio per chilometro secondo la normativa NEDC) che va da 4.000 euro (in assenza di veicolo da rottamare della medesima categoria di classe Euro 1, 2, 3 e 4) fino a 6.000 euro (in caso di contestuale rottamazione di un veicolo della medesima categoria di classe Euro 1, 2, 3 e 4 intestato da almeno 12 mesi allo stesso soggetto intestatario del nuovo veicolo o ad uno dei familiari conviventi alla data di acquisto del medesimo veicolo).

Il bonus sarà riconosciuto, dopo l’entrata in vigore delle norme attuative, a chi acquista - anche in locazione finanziaria - e immatricola in Italia dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021 un veicolo nuovo di fabbrica destinato al trasporto di persone avente al massimo 9 posti totali (categoria M1) e prezzo inferiore a 50.000 euro IVA esclusa.

A livello nazionale sono inoltre in vigore ulteriori agevolazioni, come ad esempio la completa esenzione dal pagamento del bollo per i cinque anni che seguono l’immatricolazione e sconti previsti anche per quelli successivi. Anche alcune polizze dell’assicurazione prevedono premi ridotti per le auto elettriche, con percentuali che variano dal 30% al 50% a seconda del modello e della tipologia di copertura richiesta.

Ci sono quattro elementi principali da prendere in considerazione:

  1. Capacità della batteria: corrisponde all’equivalente della capacità del serbatoio di una auto a motore termico e si indica in kWh
  2. Autonomia: dipende dalla capacità della batteria e per i modelli in vendita in Italia varia in un range da 160km della Smart EQ Fortwo (Fonte BMW/Smart) ai 632km della Tesla model S (Fonte Tesla). L’autonomia varia anche a seconda di diversi fattori, in particolare: stile di guida personale, condizioni stradali, temperatura esterna, riscaldamento/climatizzazione e preriscaldamento
  3. Potenza massima del caricabatteria interno: la potenza del caricabatteria è determinata dalla tensione (monofase: 230V o trifase: 400V) e dalla corrente di ricarica (es. 10A, 16A 24 A, 32 A, etc.) e varia in un range da 2,3kW (ricarica lenta in corrente alternata che avviene con il cavo dotato di spina domestica) a 50kW (ricarica veloce in corrente continua). Essa determina la rapidità di ricarica della batteria.

Cavo di ricarica del veicolo: ogni veicolo ha la compatibilità con uno o massimo due tipi di cavi di ricarica, che vengono forniti al momento di acquisto o noleggio dell’auto e che si potranno utilizzare nelle stazioni di ricarica pubbliche o domestiche.

L’autonomia di percorrenza resta uno dei principali punti a sfavore per l’acquisto dei veicoli elettrici; in realtà alcuni studi scientifici  hanno rivelato che le distanze percorse nella maggior parte dei Paesi variano in media tra i 40 ed i 60 chilometri giornalieri (Fonte dati: IEA Global EV Outlook 2017) ed in ogni caso il 95% dei trasferimenti non supera i 200 km di percorrenza (secondo uno studio del NHTS, National Household Travel Survey); questi chilometraggi sono ampiamente percorribili con le auto elettriche attualmente presenti sul mercato.

L ’auto elettrica ha performance ambientali già oggi migliori di tutte le alternative disponibili sia in termini di emissioni di CO2 che di inquinanti, essendo l’unica tecnologia che consente la totale eliminazione delle emissioni allo scarico di ossidi di azoto (NOx) e polveri sottili (PM) durante la guida.
Inoltre, nella prospettiva di un parco di generazione “carbon neutral”, un sistema di trasporti elettrificato risulterebbe più sostenibile privo di emissioni di anidride carbonica.
Per fare un esempio, considerando il parco di generazione in Italia (con una quota di rinnovabili del 33% del totale mix) si stima che le emissioni di un veicolo elettrico nell’intera fase “dal pozzo alla ruota” siano circa il 70% in meno rispetto a quelle di un veicolo a benzina e circa la metà rispetto a quelle di un veicolo a metano, con emissioni che si approssimano allo zero in caso di un parco di generazione elettrica quasi totalmente de-carbonizzato (Fonte: Elaborazioni Enel, Terna, Enerdata).
I mezzi elettrici permettono di migliorare la qualità dell’aria. Questo consente di ridurre, soprattutto nelle grandi città, l’impatto diretto sulla salute delle persone, con conseguente diminuzione di spese mediche e sanitarie.
Non dimentichiamo infine l’inquinamento acustico, il rumore del traffico e delle marmitte con cui siamo costretti a vivere ogni giorno. L’auto elettrica è silenziosa e il suo utilizzo consente di migliorare notevolmente la qualità della vita.

Falso! Per percorrere la stessa distanza un veicolo elettrico necessita 3 volte meno energia rispetto a un veicolo a motore termico tradizionale. O viceversa, a parità di energia utilizzata il veicolo elettrico percorre una distanza tre volte maggiore rispetto ad un’auto a benzina.

 L’analisi energetica “dal pozzo alla ruota” di un’auto a benzina, si articola attraverso queste fasi:

  • la raffinazione del petrolio
  • il trasporto
  • la conversione in energia meccanica della benzina attraverso il motore

L’efficienza complessiva di questo processo è del 18-19%.

L’analisi energetica “dal pozzo alla ruota” di un veicolo elettrico, invece, passa per le seguenti fasi:

  • la produzione di elettricità
  • la trasmissione lungo la rete
  • la trasformazione dell’energia elettrica accumulata nelle batterie in energia meccanica attraverso il motore

Qui l’efficienza complessiva sale a circa il 52%.

(Fonte: Elaborazioni Enel su dati RSE,  European Environment Agency, Joint Research Center (EC), Ispra,  Deloitte, Emissioni Parco di Generazione - fonte Terna)

Con maggiore efficienza energetica e maggiore risparmio, la mobilità elettrica contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’Accordo di Parigi (COP21), ossia la ventunesima conferenza annuale tra Stati e le Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in cui gli Stati hanno preso impegni nazionali in termini di efficienza energetica e riduzione emissioni.

Inoltre, secondo uno studio del Politecnico di Milano “Apriamo la strada al trasporto elettrico nazionale”, in uno scenario di 1.000.000 di veicoli elettrici l’incremento che si avrebbe sui consumi di elettricità nazionali per la loro ricarica sarebbe di circa lo 0,3%. A questa cifra si arriva considerando un consumo medio delle auto di 0,15 kWh/km per una auto interamente elettrica e di 0,25 kWh/km per una auto plug-in, con una percorrenza media annua di 10.000 km/anno per le auto interamente elettriche e 5.000 km/anno per le auto plug-in con 60% di ricariche in ambito pubblico. Date queste ipotesi, i consumi addizionali relativi ad 1 milione di veicoli elettrici sono pari a 1,3 TWh/anno.

Le auto elettriche aiutano la rete, perché oltre ad utilizzare elettricità, sono anche “batterie con le ruote”.

Grazie ai sistemi di smart charging quando l’auto elettrica è ferma in ricarica può rilasciare l’energia elettrica contenuta nella propria batteria a servizio della rete oppure ricaricarsi quando i prezzi di energia elettrica sono più bassi. Nei paesi dove è già previsto un quadro regolatorio abilitante tali tecnologie, la fornitura di servizi di “flessibilità”, oltre a contribuire alla gestione in sicurezza della rete elettrica, genera ricavi per i clienti finali che possono ridurre il costo della ricarica.

MAYBE YOUR ARE LOOKING FOR...